La psicologia spiega perché chi è nato negli anni 60 e 70 chiede meno conferme esterne. Non è solo un luogo comune nostalgico o il solito racconto generazionale. Cè una miscela di contesto storico sociale, pratiche educative e un tipo di sviluppo emotivo che rende molte persone di quella generazione meno dipendenti dallapprezzamento altrui. Qui cerco di spiegare, raccontare e anche prendere posizione: non è che siano superiori agli altri, ma vivono una libertà sociale che oggi spesso non è riconosciuta.
Un panorama dinfanzia che ha plasmato abitudini mentali

Nascere negli anni 60 e 70 voleva dire crescere senza connessione continua. Le cose non erano immediate; i ritmi erano più lenti e meno filtrati. Questo non è semplicemente un fatto romantico, ha conseguenze psicologiche precise. Quando lautoregolazione si forma in un ambiente con meno stimoli digitali e con aspettative diverse da quelle attuali, si costruisce una soglia di attivazione per la ricerca di approvazione più alta. In parole povere: si impara ad aspettare meno conferme esterne per sentire che quello che si fa ha senso.
Perché la competenza silenziosa batte l’approvazione pubblica
Molti hanno nostalgia delle attività pratiche, delle riparazioni in casa, dei lavori scolastici non finalizzati a essere applauditi ma semplicemente completati. Questo genera un senso di competenza intimo, che non richiede spettatori. Si tratta di una competenza silenziosa: non è glamour ma è efficace. Nel tempo questo atteggiamento si traduce in minor bisogno di validazione pubblica. Chi lo possiede non cerca sistematicamente il riconoscimento per sentirsi valido.
Rischi e fraintendimenti: non è indifferenza emotiva
Non sto sostenendo che le persone nate in quegli anni siano indifferenti. Al contrario, spesso sono profondamente sensibili ma con una modalità diversa di espressione. Hanno imparato a gestire la delicatezza delle relazioni senza doverla mostrare costantemente. Questo può apparire come freddezza a chi cerca segnali esterni continui, ma in realtà è una forma diversa di cura emotiva: meno esplicita, più stabile.
Un livello di autonomia emotiva

Lautonomia emotiva qui non è una cifra astratta ma un comportamento concreto. Significa sostenere una scelta anche se non applaudita. Significa non rincorrere commenti per sapere se si è sulla strada giusta. Questa posizione nasce anche dalla scarsità di feedback pubblico nellinfanzia: non cera la piattaforma che funzionasse da specchio continuo. Così sono nati adulti che si misurano più con la realtà che con lapplausometro sociale.
Dr. Elena Marchi Psicologa clinica Universita di Milano La formazione emotiva degli adolescenti degli anni 60 e 70 ha privilegiato pratiche di responsabilita quotidiana piuttosto che visibilita pubblica e questo ha incidere sulla loro minore dipendenza dal feedback esterno.
Perché la società ha cambiato il modo in cui valutiamo la conferma
Negli ultimi decenni la tecnologia ha creato spazi dove la conferma è istantanea e monetizzabile. I giovani oggi misurano spesso il valore personale con metriche numeriche esterne. Chi è nato negli anni 60 e 70 non ha questo imprinting. La loro bussola è meno digitale e più legata agli esiti concreti della vita: relazioni, lavoro, coerenza quotidiana. Questo non li rende immuni alle mode o alle insicurezze ma modifica lorigine della loro autostima.
Un errore frequente nello spiegare questo fenomeno
Si tende a ridurre tutto a un valore assoluto: i piu anziani sono saggi i piu giovani sono fragili. Non funziona così. Ci sono persone nate negli anni 60 e 70 che cercano comunque approvazione, e giovani che mostrano una raffinata capacità di autoregolazione. Ma come tendenza di popolazione la differenza esiste e ha radici misurabili. Ignorare il contesto storico sociale porta a semplificazioni che non ci aiutano a capire davvero come sostenere il benessere emotivo di tutti.
Una posizione personale: meno eroizzazione piu curiosita
Mi infastidisce quando la narrazione diventa mitologia. Non difendo una generazione come perfetta. Dico invece che riconoscere la diversa relazione con la conferma esterna può aiutarci a costruire ponti. Se pensiamo agli spazi di lavoro, alla famiglia, alle politiche sociali: capire che qualcuno non cerca continuamente applausi non significa non valutarne le competenze ma ridefinire come misurare il contributo.
Un invito pratico che non è ricetta
Se lavori con persone nate in quegli anni non dare per scontato che il silenzio sia disimpegno. Spesso è una scelta. Chiedere e ascoltare con attenzione produce informazioni più utili che cercare conferme superficiali. Questo non risolve tutto ma cambia la qualità della conversazione.
Perché la psicologia lo prende sul serio
Gli studi di coorte e le analisi storiche mostrano pattern coerenti: cambiamenti nelle strutture familiari, nel lavoro e nella tecnologia modellano aspettative e comportamenti. Non è una legge immutabile ma un insieme di probabilità: alcuni nati negli anni 60 e 70 avranno bisogno di conferme come chiunque altro, ma la tendenza collettiva tende verso una minore dipendenza dal riconoscimento esterno.
Prof. Marco Bellini Sociologo Universita Cattolica Il confronto tra coorti mostra che la disponibilita di feedback esterno nelle societa occidentali e aumentata esponenzialmente e questo ha spostato i meccanismi di autostima soprattutto nelle generazioni nate dopo gli anni 80.
Lascio qui intenzionalmente qualche domanda aperta: come cambia tutto questo quando una persona cambia paese o classe sociale. Come incide la migrazione e il trauma economico. Non è un quadro unico. Le generazioni sono mappe approssimative, non confini rigidi.
Cosa ci insegnano le tendenze generazionali sulla convalida

La psicologia spiega perché chi è nato negli anni 60 e 70 chiede meno conferme esterne usando prove storiche e concetti di sviluppo emotivo. Ma la spiegazione non esaurisce la complessita. Serve attenzione pratica: ascoltare, non assumere, e ripensare come misuriamo valore e competenza nelle relazioni quotidiane.
| Idea chiave | Cosa significa |
|---|---|
| Contesto storico | Infanzia meno digitalizzata e piu autonoma genera minor dipendenza dal feedback pubblico. |
| Autonomia emotiva | Maggiore soglia per la ricerca di approvazione esterna tradotta in scelte quotidiane piu indipendenti. |
| Non indifferenza | La minore richiesta di conferme non equivale a mancanza di sensibilita. |
| Implicazioni pratiche | Rivalutare come misuriamo competenza e contributo negli spazi sociali e lavorativi. |
Domande frequenti Alcune generazioni cercano meno approvazione
Perché molte persone nate negli anni 60 e 70 sembrano meno interessate ai like e ai commenti?
Perche la loro esperienza di crescita non includeva la costante esposizione ai feedback online che oggi normalizziamo. Questo ha favorito lo sviluppo di una forma di autostima meno ancorata al giudizio pubblico. Va detto che la varietà individuale resta ampia quindi non e una regola assoluta ma una tendenza osservata in diversi studi storici e sociologici.
Significa che queste persone hanno meno bisogno di relazioni sociali?
No. Avere meno bisogno di conferme esterne non equivale a desiderare meno relazioni. Spesso il modo in cui costruiscono i rapporti e la loro modalita comunicativa sono semplicemente piu discrete. Possono cercare legami profondi e stabili piuttosto che pubbliche dimostrazioni di affetto.
Come si confronta questa generazione con i giovani di oggi?
Il confronto non deve essere una gara di superiorita. I giovani di oggi navigano un mondo diverso che richiede nuove competenze come la gestione dellidentita digitale. Le differenze vanno comprese per quello che sono: adattamenti a contesti diversi piu che indicatori di valore intrinseco.
Cosa possono fare i datori di lavoro per valorizzare chi ha questo tipo di atteggiamento?
I datori di lavoro possono creare criteri di valutazione che considerino risultati concreti e contributi quotidiani oltre alla visibilita pubblica. E fondamentale progettare conversazioni di feedback che non presuppongano il bisogno di autopromozione ma riconoscano il valore del lavoro meno spettacolarizzato.
Questa minore richiesta di approvazione si traduce in maggiore benessere?
Non necessariamente. La relazione tra ricerca di conferme e benessere e complessa. In molti casi una minore dipendenza dalle approvazioni esterne puo favorire stabilita emotiva ma dipende dalle circostanze personali e sociali. E importante evitare semplificazioni e guardare ai segnali reali di soddisfazione e funzionamento.